giovedì 22 luglio 2010

Serata speciale al Kaleidos Mercoledì 28 luglio ore 21,00 : ingresso libero


Mercoledì 22 luglio si è conclusa la Practica de Tango al Kaleidos , andremo in vacanza , non senza prima aver salutato e ringraziato i numerosi tangueri che ci hanno seguito nel corso dell'anno, prima e dopo il nostro soggiorno a Buenos Aires, nei diversi locali : Al Vicoletto. Al Circolo Monte Sabotino ed infine al Kaleidos. A tutti diamo appuntamento a settembre per la ripresa dell'attività e con le novità che accompagneranno una nuova stagione.


Anche la Direzione del Kaleidos, molto sensibile alla realtà del tango torinese , desidera salutare gli amici, non solo i tangueri, bensì tutti coloro che hanno conosciuto e frequentato il locale nelle serate dedicate al altri eventi musicali ed artistici.


L'occasione per incontrarci ed augurarci Buone vacanze sarà


Mercoledì 28 luglio ore 21, al Kaleidos,
via C. Tenivelli 20/B.

Si tratta di una serata speciale, una festa dove tutti sono invitati, occasione propizia anche per chi ancora non conosce il locale ; l'ingresso è libero , la musica proposta abbraccerà diversi generi, anche il tango quindi, ma non solo. Si potrà cantare, ballare, assistere a performance musicali dal vivo, lotterie e altro ancora...

Vi aspettiamo tutti


Niko, Claudia ( che vi invia i saluti dal Venezuela) , la Direzione del Kaleidos

venerdì 16 luglio 2010

European tango championship 2010 - niko y claudia

Il video è stato realizzato con materiale offertoci da amici presenti alle serate. Le sequenze di ballo, sono state invece estrapolate da video realizzati da altri e pubblicati su you tube

giovedì 15 luglio 2010

giovedì 1 luglio 2010

“..No creo que hay otra danza en el mundo donde se hayan echo tantas competencias y tantos campeonatos como en el tango...” RODOLFO DINZEL


"...Seguramente y porque lo trae geneticamente, el mismo hombre al que no le importa fallar en cualquier otra danza, no quiere hacer papelones bailando mal el tango, porque como dijmos, la danza siempre llevo implicito un alto grado de competencia, es mas, terminò siendo un factor integrante de la danza y de la cerimonia. Por esa causa rse reverenciaba esa pericia. Ante la evidencia de uno que estaba sobre el nivel del comun, partia enseguida la voz de aura “dejenlo solo”. Cuando ya la competencia habia sido quebrada por aquel que realmente bailaba mejor, partia de cualquiera el “dejenlo solo”. Era una forma de homenajear el alma y el espiritu del mas habil. Y no creo que hay otra danza en el mundo donde se hayan echo tantas competencias y tantos campeonatos como en el tango. Por otro lado esta competitividad ayudo a la poroliferacion de academias, instituciones o ambitos donde la gente se preparaba para demonstrar quien era. En todo club, en todo lugar, se concursaba por la copa, la copita, la mencion. Con el tango es siempre saber quien baila mejor. Fue importante hasta la decada del 40 bailar el tango, era parte de ser un buen porteno, Era mas importante que pagar los impuestos, entre otras tantas cosas. ..."

Autor RODOLFO DINZEL


TRADUZIONE di Nicola De Concilio "...Sicuramente e perché appartiene al suo corredo genetico, lo stesso uomo al quale non gli importa fallire in qualunque altra danza, non vuole fare brutte figure ballando male il tango, perché come detto, la danza reca sempre implicito un alto grado di competenza, con la conseguenza di rappresentare un fattore integrante della stessa danza e della cerimonia. Per questa ragione veniva omaggiata la perizia. Di fronte all’evidenza di un ballerino che oltrepassava il livello comune, scattava la voce "lo si lasci solo “(in pista). Quando già la competenza da parte di colui che realmente ballava meglio era stata dimostrata, partiva da chiunque il grido "lo si lasci solo." Era una forma di omaggiare l'anima e lo spirito del più abile. E non credo vi sia un'altra danza nel mondo dove si siano organizzate tante gare e tanti campionati come nel tango. D'altra parte questa competitività contribuì alla proliferazione di accademie, istituzioni o ambiti dove la gente si preparava per dimostrare il proprio grado di competenza. In ogni club, in ogni luogo , si concorreva per una coppa, coppetta, menzione. E’ connaturato al tango il sapere chi ballasse meglio.. Fino alla decade del 40, ballare il tango, era altresì parte dell’ essere un buon porteño. Persino più importante che pagare le imposte." ... Autore RODOLFO DINZEL


Rodolfo Dinzel “ El tango una danza” ed. Corregidor, Buenos Aires, 2008, Pag. 88,89 -


APPROFONDIMENTI


Rodolfo Dinzel Ballerino e coreografo, dal 1972 balla con la sua compagna Gloria Dinzel. Insieme viaggiano in tutto il mondo come artisti e docenti. Fondatori dell’ “Università del Tango di Buenos Aires”, presso cui sono titolari della cattedra di ballo, hanno creato e sviluppato un metodo pedagogico che è il risultato di ricerche ed esperimenti condotti in oltre 20 anni di lavoro. Il tango è inserito nei programmi ministeriali delle scuole argentine, dov'è insegnato proprio con il metodo dei Dinzel, che per primi hanno formalizzato, secondo figure a complessità crescente, tutte le variazioni possibili a partire dal passo base. (“El Tango, Una Danza. Sistema Dinzel de Notación Coreográfica."). Questo sistema ha permesso, tra l’altro, l'accesso alla danza anche a persone portatrici di handicap: il maestro Dinzel lavora con gruppi di persone non vedenti, malati di Parkinson, ragazzi affetti dalla sindrome di Down.



“…. La mia fortuna è stata conoscere grandi maestri, che mi hanno insegnato tutto. Rodolfo Dinzel, Antonio Todaro, Pepito Avellaneda, Juan Carlos Copes, Finito, Petróleo, Virulazo, Elvira: persone straordinarie….”

lunedì 28 giugno 2010

Tango European Championship, riflessioni conclusive di un partecipante. II Parte


Mi ero ripromesso di non intervenire più sull’argomento, anche in relazione al lungo post pubblicato all’inizio ; nella vita, come nella pista, ritengo bisogna far posto agli altri e saper ascoltare.
Quando le posizioni sono diverse dalla mia, ma esposte in forma civile, corretta, come negli ultimi interventi letti su facebook , mi sento stimolato ad intervenire e poi eventualmente tacerò di nuovo a lungo, dando spazio ad altri.
Sull’infortunio della Stampa /TV che “ha dato i numeri”, alcuni di noi , me compreso, ci eravamo già espressi. Mi si permetta di aggiungere che fa parte di quella maniera tutta contemporanea di riportare le notizie … Mancano purtroppo cronisti veri, in grado di conoscere i fatti per riportarli senza manipolazioni o strafalcioni.
La superficialità imperversa, si veda ad es. l’ articolo “La rabbia dei tangueri e la rissa su Facebook”, La Stampa , 25 giugno. Mi fa specie che nessuno si sia espresso per contestare l’affermazione virgolettata secondo la quale il tango esisterebbe in Italia da 20 anni, affermazione grave perché riportato in tutta evidenza al centro della pagina, senza alcuna ripresa e o commento successivo.. E’ bene si sappia che il tango fa il proprio ingresso in Italia fin dal 1913, data nella quale si aprono le prime "aristocratiche" accademie. Il Centro Borges a Buenos Aires ha dedicato nei mesi scorsi una mostra al “tango italiano,” “il tango nomade “ della cosiddetta “ diaspora” ponendo in evidenza le complesse ramificazioni del tango in Italia… L’ostracismo iniziale della Chiesa ecc. ecc. L’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires ha inoltre prodotto una importante pubblicazione, che mi auguro venga presta tradotta in italiano, dal titolo “la Buenos Aires italiana”, vedi foto allegata. Altri importanti accordi ed eventi congiunti Argentina\Italia verranno attuati in occasione della festa del 150 anniversario dell’Unità d’Italia.
Le posizioni espresse dagli interventi su facebook sono molto più articolate e complesse di quanto riportato dall’articolo citato… ma si sa… meglio semplificare e banalizzare, seminando zizzania, come ce ne fosse bisogno, facendo da eco agli accenti più “rissosi” od offensivi.. come usa nella peggiore neotelevisione e tacendo su altri interventi più pacati e costruttivi

Venendo alla questione centrale, ciò di cui sarà difficile persuadermi è che la manifestazione “imputata” sia da proscrivere in quanto tale. Perché ? Mi chiedo.

Perché non può coesistere con altre ed essere una delle tante voci, espressioni di una “Capitale del Tango”?

Buenos Aires, culla del tango, non si sente menomata per il fatto di ospitare il campionato mondiale, che viene preparato con la disponibilità e collaborazione delle più importanti milonghe . Locali storici come Sin Rumbo, o Salon Canning, hanno aperto le loro porte per preparare e disputare le fasi eliminatorie.
Perché le stesse energie, senza che nessuno si senta con ciò obbligato, non possono essere convogliate anche in una manifestazione come il Campionato Europeo di tango che reca il coinvolgimento in prima persona del Governo de la Ciudad de Buenos Aires?

Comunque la si pensi la manifestazione si ripeterà, magari in un’altra città, ed in virtù anche semplicemente del passaparola, conterà sulla partecipazione non di 59 coppie provenienti da tutta Europa per il tango salon e 35 per il tango escenario , ( insuccesso? ) molte di professionisti, ma con significative eccezioni, bensì molte di più; alcuni di noi naturalmente seguiteranno nel frattempo a litigare sul “vero tango” ed a cimentarsi su altre questioni di lana caprina, come lanciare anatemi contro il business, il profitto….

Il business? Viene invocato come male da combattere…

Chi vive del proprio impieguccio di sicuro reddito, ha idea di cosa significa svolgere una professione tutt’altro che sicura come quelle in ambito artistico ? Penso ai miei colleghi di Liceo, pittori, scultori che peraltro hanno sostenuto dei concorsi, cioè delle” gare”, per ottenere la sicurezza economica di un impiego ; provate a domandare loro se senza le entrate sicure di fine mese avrebbero potuto seguitare con un’attività solo artistica. I maestri ballerini di tango professionisti non hanno neppure le spalle coperte dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Il fatto che l’arte e la cultura siano beni immateriali non significa che non abbiano costi e non debbano permettere dei giusti guadagni, senza con ciò offendere i sentimenti “popolari”.

Ritornando al tango cittadino. Come tanti altri ho patito quando ha chiuso il Caffe Blue, quando ha chiuso la pregevole trasmissione radiofonica “Buena noche tango”.. e poi ancora il Procope… pezzi di storia del tango Torinese. Sapete perché hanno chiuso ? Per mancanza di capitali, di business.
Dove erano i professionisti della carta stampata? Dove erano censori del business? Mi sono trovato in scarsa compagnia a difendere queste “eccellenti esperienze” e ringrazio la Rivista Editango che sta resistendo tra mille difficoltà ( altro che business) , ricevendo spesso più critiche che elogi , per avermi dato la possibilità di esprimermi.

Raduni? Festival? Tango di strada?
Torino come Buenos Aires . Manifestazioni egregie di una città che vive anche di tango….

Domanda : perché devono essere vissute l’una contro l’altra ? Tutte fanno parte della variegata realtà del tango, perché demonizzare?

Il rischio è farsi imprigionare in quello che è uno dei mali dell’Italia di questi tempi, essere partitari di un gruppo o di una visione da contrapporre ineluttabilmente ad un’altra.

Personalmente non sopporto gli steccati, i muri… le barriere fisiche e mentali ….. e se tentando di superarle mi faccio male…. pazienza….

Don niko ( el tano )

venerdì 25 giugno 2010

Tango European Championship:reflexiones conclusivas de un participante.


Ha finalizado ayer en Turín el primer Tango European Championship, un acontecimiento de alcance mundial que ha tenido Turín como sede de desarrollo. En estas pequena lineas recorro la crónica de mi participación a la manifestación con el propósito de contribuir a destacar de ello algunos aspectos.

Antes del evento
Me encontraba en Buenos Aires, a los primero de mayo, cuando deshojando las páginas de Tangauta, célebre revista porteña, a lado de un artículo sobre la Fiesta del Bicentenario de la Liberación que de allí a algo más de un mes se celebraria en Buenos Aires, diviso una inserción de una página entera a colores dedicada al evento. Enseguida lo que me llama la atención son los logos de la ciudad de Turín, Provincia de Turín, Región Piamonte, a lado de aquel del Ciudad Autónoma de Buenos Aires.
Estupor, maravilla, luego alegría y orgullo por la elección de Turín. Muchos porteños sabian de mi procedencia turinés y percibí el hecho que Buenos Aires, mi ciudad "ideal" y Turín, mis ciudad "real" se encontraran, se hablaran, sobre el terreno de una danza que es cultura, historia, identidad. Como que si encontrara en esta página de revista casi la llave de lectura del porqué cerca de nosotros turineses de nacimiento o adopción el tango argentino aloja como en ninguna otra parte de Italia o de Europa.
En los días siguientes, frecuentando las milongas , todo el mundo me preguntaba sobre Turín, sobre el tango en mi ciudad , el entorno del tango, los maestros. “Turín capital europea del tango" no era por tanto solo un eslogan turinés. La inserción publicitaria, somariamente enumeraba las características del acontecimiento y desprendian términos como “Jurado", “Competición."
Sabia el echo que Claudia, mi compañera, no estaba tan propensa al participar en competiciones, , pero no tuve dificultad a convencerla. Como no partecipar a una evento de tal importancia y donde se rinde un reconocimiento a Turín? . Poniendo de parte cada indecisión, duda, aclarado que su nacionalidad venezolana no constituia un impedimento, decidimos rápidamente, vía correo electrónico de inscribirnos. ¿Cuál manera más indolora" de volver a Turín, si no descubriendo que un pedazo de Buenos Aires se habría trasladado con nosotros? Con lúdica euforia frecuentamos las últimas clases de técnica con nuestros amigos y excelentes maestros Fabián Camardelli y Bettina Vainer, hasta emprender el viaje de regreso



Durante el evento
Llegando a Turín, revisando los periódicos y escuchando los telediarios, nos dimos cuenta que la manifestación atravesaba los confines del tango y abrazaba el terreno de la cooperación internacional en ámbito cultural, con firma de protocolos entre el Ciudad Autónoma de Buenos Aires y el Ayuntamiento de Turín por la promoción de los correspondientes territorios y la realización de acontecimientos e iniciativas unidas en los sectores Arte, Cultura, Turismo y Ciencia.
Piamonte, como se sabe, ha dado una gran contribución, por la inmigración ,a la formación del nación Argentina y los vínculos entre las dos realidades geográficas y humanas son talladas en la identidad de las correspondientes poblaciones. Enseguida nos dimos cuenta que a pesar de las fuertes repercusiones nacionales e internacionales, el evento no tuvo aquella aceptacion coral que nos habríamos esperado, que los muchas almas del variegado mundo tanguero turinés no se encontraron en esta importante iniciativa.
Se habia formado un "partido del abtension/aversion” respecto a la manifestación, cuyo eco ha alcanzado el web tomando forma de invectiva, en algun caso, a mi juicio, ofensiva o sarcástica. Una manifestación de este alcance puede ser también criticada o hasta boicoteada, comentaba entre mi mismo, pero hace falta tener argumentos serios para poderlo hacer.

Reasumo estas "críticas” a la cuales intentaré oponer reflexiones:

Critica 1

Errores por parte de la organización del evento, externa a la ciudad de Turín, rea de no saber comunicar con la realidad local. Muchos maestros turineses no se habrían sentido involucrados e incorporados dentro de la manifestación y por este motivo se habrían sentido extraños al acontecimiento.

Respuesta

Nadie esta obligado a participar en una manifestación que llama y volverá a llamar, si se confirmara el próximo año, bailarines y turistas de toda Europa, este año lamentablemente poco informados por una campaña de prensa con algunos defectos, pero ya del próximo año indudablemente más claro y eficaz. Se puede vivir tranquilamente sin preocuparse del interés general de la ciudad en la cual se vive, del impacto turístico que alimenta una gran manifestación, del hecho que iniciativas de este género contribuyan a relanzar Turín en otros sectores que no sean sólo aquel industrial, que esta en crisis desde hace años. En síntesis, no es obligatorio nutrir un sentimiento de pertenencia.
Las Cassandras de la manifestación se pongan las manos en la cosciencia , antes de ir en pelegrinaje a la Administración Municipal pidiendo espacios y financiamiento para las mismas actividades. Hace falta “dar” para tener derecho de “recibir”, y la forma, aunque sea imperfecta, no puede ser un alibi para no llegar a la sustancia. Lo de que me entere, en algunos casos, es la posición comoda de quien únicamente pensando a la cura de su propio "particulare", para usar una expresión de Francesco Guicciardini, ha hecho recaer en su totalidad la responsabilidad de la no participación sobre los organizadores , responsables segun ellos, de todos los erores, asi como de la invasión de espacios ajenos, etcétera.

Conclusión sintética
: - quién no hace nada , es seguro que no corre el riesgo de equivocarse

Critica 2

LA COMPETICIÓN: ¿quién juzga quién? “El tango es un 'abrazo y por tanto no puede ser objeto de evaluación" y otras frases del mismo tenor, escuchadas o leidas.

Respuesta
A mi juicio se usa una definición equivocada, prefiero a la de Miguel Angel Zotto: "El tango es un acto de amor", este sí que huye de cada evaluación, no el abrazo que puede y tiene que ser mejorado, tambien gracias a juicios externos, ¿de otra forma a que servirian los maestros? Un error de postura también puede producir daños a la columna vertebral, no tiene sólo un relieve estético. Prefiero la honestidad de quien afirma que a pesar de una actividad de enseñanza de años y el haber pisado muchos palcos por una exhibición, admite de no querer someter a los rayos X de ojos atentos y competentes de maestros del calibre de Miguel Angel Zotto, Roberto Herrera, Claudio Hoffman, Gabriel Missè, Natalia Hills, las mismas virtudes tangueras.
En estos días, no sólo amigos sino también simples conocidos o desconocidos, se han acercado para confortarnos en la elección de someternos a una prueba tan dificil sobre el plan físico y psicológico. "No es de todos", nos han dicho. Brindo mi personal aplauso a todas las parejas participantes a la manifestación, a todo ellos digo :gracias por cuánto han sabido enseñarme dentro y fuera la pista. Hemos vivido días maravillosos de trabajo, espera, cambio, consejo mutuo y a veces también comparación cerrada, pero ésta es la vida. Se compite y se enfrenta en armonía o desarmonia desde cuando se nace, desafiando el terreno en que movemos los primeros pasos. ¿Por qué justo el tango debería quedar excluido por el juego de la vida? ¿Por qué una tal mutilación? Naturalmente como pasa a veces en la vida se puede no estar de acuerdo en los parámetros de evaluación o sobre los juicios expresados, pero no se me diga que no se expresan juicios cuándo se ve alguien bailar, se llega hasta interrogarse sobre quien sean los maestros, y los mismos tangueros a veces, con orgullo, declaran los nombres de los mismos maestros por un sentimento de orgullo de pertenecer a cierta escuela.


Critica 3 :

Precios altos….

Respuesta


Los gastos por persona por participar a la entera manifestación eran de 45 euros , por supuesto la organización no pudo realizar una inversión de tales proporciones sin necesariamente recurrir a patrocinador, financiaciones y taquilla.


Resumo los datos de la oferta :

a) la visión de una interesante exhibición sobre el tema: tango e inmigración, la primera que veo a Turín, las otras las he visto a Buenos Aires

b)un pass por 7 noches de milonga y precio reducido por el espectáculo final al Teatro Colosseo!!!!

c) Exhibición de parejas de bailarín profesionales, algunos de los quales entre los mejores en absoluto

d) Dj de Nivel internacional

e), Orquesta de alto prestigio

f) el derecho a participar en una competición de tango salon


g) Un espacio con instalación audio para probar de lunes a domingo por 9 horas al día con servicios y vestuarios más que decorosos


h) un servicio bar con precios honestos


i) la posibilidad de echar un vistazo e informarse sobre las prendas en exposición de algunos entre las mejores boutiques de tango de Turín y fuera Turín


l) la posibilidad de conocer, intercambiar ideas con bailarines, maestros procedentes de toda Europa.


f)Y en fin .... las emociones, muchas, como cuando se decide afrontar una prueba laboriosa.


Dejo a cada uno el derecho a traducir en otras matemáticas estos datos que son a mi juicio irrefutables.

Critica 4
Los fundamentalistas del tango o sea los que oponen manifestaciones “verdaderas”, auténticas a aquellas menos “verdaderas",

Respuesta


Esparcidores de discordia Un poco más templado de Dante, estamos en el siglo XXI, por la ley del contrapaso los obligaría a organizar GRATIS por un año manifestaciones de tango de alcance internacional en total ausencia de público y patrocinador.


Conclusiones.


Estoy seguro que los organizadores tendrán en cuenta la experiencia de este año y tratarán de hacer mejor el próximo año, a ellos va en todo caso mi agradecimiento por haber construido en poco tiempo, considerando las proporciones, un gran evento que tiene solidez y estructura para durar. Mi opinion es que tengo la esperanza que Turín sea confirmada cuál sede de la próxima reseña, deseando por la ocasión mayor cohesión y colaboración de parte de todos los que obran en el mundo del tango en esta ciudad.

Suerte a todos
Don Niko ( el tano)