mercoledì 24 agosto 2011
martedì 23 agosto 2011
1 SETTEMBRE RIMINI- MILONGA ALL'OSTERIA N. 1 - DJ DON NIKO
Milonga all'Osteria n.1Ottima atmosfera, splendido pavimento,circondata dal verde, facilmente raggiungibile.dalle ore 20:30 : milonga fino alle 01:00 con tandas y cortinas
giovedì 01/09/2011 Don Niko tango Dj studioso di tango, docente e autore di libri sul tango, ballerino e maestro. Predilige il genere classico, il Tango della Epoca de Oro, ma anche la rivisitazione timbrica e ritmica operata da orchestre contemporanee. Adotta lo schema classico con tandas e cortine non ballabili. Ingresso con consumazione o anticipo sulla cena 7€ Osteria n,1Via Tonale, 71Rimini (RN) info Osteria: tel. 0541 743480 Stefano - cel. 333 5661636 Melania info milonga: Giò 3473229936
l'evento si ripete tutti i giovedì dell'estate.
Sui RADUNI MILONGUERI e su altro... (Nicola De Concilio)
Sempre più spesso su Facebook mi giungono informazioni su “raduni milongueri “ organizzati in tutta Europa. Le parole chiave delle manifestazioni , a partire dal termine “raduno” e “stile milonguero”, sono le seguenti: “tango tradizionale, codici della pista, mirada e cabeceo”.
Mi sforzerò di spiegare, per chi avrà voglia di leggere queste righe, perchè dissento da questo genere di manifestazioni .
Le ragioni del successo di tali iniziative, sono note : le piste europee sono spesso “invivibili”, “impraticabili”, difettano di autocontrollo, rispetto reciproco, imperversa la “figuromania”; ricordo che con il termine “verduleros” , in senso dispregiativo, venivano appellati coloro i quali a Buenos Aires, sacrificavano elegancia y compas per la “verdura” appunto.
Quale risposta all’imperversare della maleducazione nasce quindi la “premiata associazione per la protezione del tango e dei tangueri”, il cosiddetto “raduno”, termine che fino a ieri avevo ascoltato soprattutto a proposito dei corpi di carabinieri, bersaglieri, alpini, ecc, con tutto rispetto per i citati corpi. Il messaggio è il seguente : signor /ra mio/a, vuoi distinguerti dalla massa insulsa che pesta i piedi sulla pedana, i calli , le caviglie del prossimo? Ti costruiremo un recinto su misura per te , una splendida pista in marmo o palque per i tuoi delicati piedini, dove nessuno ti disturberà e sarai protetto da ogni tempesta pseudotanguera e salvaguardato nell’ortodossia del ballo, della musica.
Il tango, la sua musica, non ha bisogno di difese d’ufficio, si difende da solo, prova ne sia che a oltre cento anni dalla nascita, pur con qualche calo di tensione storica, è tuttora vivo e vegeto in tutti i continenti del globo.
Premesso che le dispute tra tendenze moderniste e tradizionaliste nel ballo esistono fin dalla sua orgine senza che mai, fino a poco tempo fa , si pensasse di creare “recinti salvatango”, mi chiedo perchè proprio ora.....(Prego di pazientare per la risposta che arriva).... premesso che non ci sia cosa peggiore che ballare con chi non ha voglia di ballare con te e che “mirada e cabeceo” esistono a priori nei rapporti umani e non serve farne una nuova “regola” o “legge”, il mio pensiero è che sia l’umanità del ballo a dover essere preservata, non altro.
La milonga rioplatense nasce quale luogo sociale di incontro fra razze culture che non possedevano neppure un linguaggio comune e che il tango la sua musica ha contribuito a cementare a saldare. I suoi testi hanno creato una geografia mitica di luoghi che sono stati fissati nell’immaginario collettivo, la rappresentazione di una identità , di una nuova patria comune, una patria artistica, culturale nella quale riconoscersi e sulla quale edificare la propria convivenza.
A fronte di questo messaggio di “unione” che viene da lontano, oggi, in epoche di leghismo, frondismo, si tenta di separare. Ma separare che, mi chiedo? iIl grano dalla pula? Il buon ballerino dal pessimo ballerino? Lo zotico dal virtuoso? O forse partecipando ad un “raduno” si acquista a buon mercato la patente di buon ballerino dispensandosi dalla fatica dello studio e della pista? Ho molti dubbi a questo proposito. Non sarà per caso l’invito bizzarro al camuffamento, alla maschera? E’ arcinoto che “El tango no miente”, scendi in pista e balla ed in ogni istante ci sarà qualcuno pronto a biasimarti, ad ammirarti ed in ogni caso a giudicarti. Ricordo, per l’orecchio di chi vuole stare a sentire, che le competizioni, ufficiali e meno ufficilai nel tango fin dai suoi albori sono sempre esistite e mai nessuno per questo motivo si è sentito minacciato nella sua “etica dell’abbraccio”.
E allora? Allora facciamo ritornare le milonghe quelle che erano, luoghi vissuti dalle persone, perchè no anche dalle famiglie, dove si convive , si conversa, si condivide in armonia, e poi vederete che sarà molto più difficile che qualcuno pensi di dover prendere a calci qualcun altro in pista dopo aver conversato o pranzato insieme . Sarà molto più facile tenere a posto gli istinti primordiali , “homo homini lupus” scomodando Plauto e Hobbes, che albergano in TUTTI noi , milongueros e non... e lasciamo in pace il tango, non tiriamolo da una parte o dall’altra a nostro comodo.
Ah perdon... non ho risposto alla domanda... Che i sedicenti “raduni” non siano altro che una nuova formula nazionale o transnazionale di business?
NICOLA DE CONCILIO
domenica 21 agosto 2011
lunedì 8 agosto 2011
Laboratorio Tango Stile Milonguero di Niko e Claudia : corsi anno 2011-2012
Il Laboratorio Tango Stile Milonguero
di Niko e Claudia
presenta le sedi e gli orari dei propri corsi che avranno inizio a partire del mese di settembre.
La data d'inizio dei corsi ed altre informazioni vedrranno rese note in seguito.
di Niko e Claudia
presenta le sedi e gli orari dei propri corsi che avranno inizio a partire del mese di settembre.
La data d'inizio dei corsi ed altre informazioni vedrranno rese note in seguito.
CORSO DI TANGO
LIV. PRINCIPIANTI.- ORE 21.30 - 22.30 - presso
SALA POLIVALENTE CIRC. IV - P.ZZA UMBRIA N. 28 bis TORINO
Tel. 011 4435440 mezzi di trasporto pubblico: 3, 16, 72
MERCOLEDI'
LAB. PERMANENTE DI MILONGA
LIV. PRINCIPIANTE /INTERMEDIO ORE 21.30 - 23.00 presso
CASCINA ROCCAFRANCA VIA RUBINO N.45 - TORINO
tel. +39 011.4436250 fax +39 011.4436256 inforoccafranca@comune.torino.it mezzi di trasporto pubblico: 12, 40, 55, 58
VENERDI'
STAGE DI TECNICA E MUSICALIDAD TANGO / VALS
LIV. INTERMEDIO /AVANZATO ORE 20.30 - 22.00 presso
PALESTRA TABOR - VIA CHAMBERY 93/115D - TORINO
Tel: 011 7079957 E-Mail: info@tabortorino.it
Mezzi di trasporto pubblico: 15-33-40-62-64 Metro (fermata Marche)-
in giorni ed orario da concordare
VIA TORRICELLI 27 - TORINO
info tel. 3471208338 - email - nicola.deconcilio@alice.it
lunedì 18 luglio 2011
Da http://www.bsairestango.com - 18 luglio 2011
In occasione della pubblicazione del libro
Tango : testi e contesti di Nicola De Concilio, Aprile 2011
l’autore ci regala un articolo descrittivo dei temi in esso trattati.
Lo ringraziamo e ben volentieri lo pubblichiamo.
A settembre, durante le Xgiornate di Brescia potrete trovare il libro in vendita presso la nostra ubicazione nella tensostruttura di via S.Faustino.
L’autore consiglia per la lettura dell’articolo l’ascolto del brano:
Come se canta en Napoles - Carlos Gardel
L’elemento italiano nella poesia tanguera dal 1870 al 1930
di NICOLA DE CONCILIO
Il tango fu la rappresentazione culturale, artistica, popolare più eloquente del mosaico di nazionalità che componeva il paesaggio umano di Buenos Aires a cavallo dei sec. XIX e XX.
Miezcla milagrosa, frutto della molteplicità di apporti culturali, il tango, esperienza simbolico-espressiva tra le più feconde e più profondamente radicate nella comunità porteña, reca la traccia distintiva ed inconfondibile della presenza italiana. L’influenza che la comunità immigrata italiana ebbe nella formazione dei costumi e della cultura rioplatense fu superiore a quella di qualsiasi altra comunità.
Il censimento del 1895 dimostrò che nella città di Buenos Aires su un totale di 663.854 abitanti, 181.693, il 27,3% fossero italiani; 150.376, il 22,6% porteños; 121.461, il 18,1% bonaerensi; 80.352, il 12,1%, spagnoli; 46.524, il 7%, delle altre province del Paese di altre nazionalità quali: francesi, inglesi, tedeschi.
Il censimento della popolazione del 1895 segnalò inoltre l’esistenza di 366.000 proletari dei quali 160.000 immigrati: napoletani ortolani, genovesi facchini, piemontesi muratori, calabresi pescivendoli, siciliani ciabattini , mescolati con gauchos inurbati, compadritos di periferia, in un’amalgama nella quale ebbe notevole importanza il conventillo.
Il lunfardo, argot creato nel secolo XIX in larga misura ad opera degli immigrati italiani dell’arrabal di Buenos Aires, da linguaggio occulto, metaforico, costruito a partire dallo scambio tra società carceraria, giovani e mondo dei lavoratori, giunse, per mezzo del tango, i cui testi e musiche furono in gran parte opera di compositori italiani o di origine italiana, a conquistare l’intera società, diffondendo ovunque italianismi: sostantivi, verbi, aggettivi provenienti in larga misura dall’italiano e dai suoi dialetti: ligure, piemontese, calabrese, napoletano, veneto, tra gli altri.
Una semplice osservazione sull’ascendenza dei grandi artefici del Tango nella sua ultrasecolare esistenza, è prova sufficiente di tale affermazione. Discendenti diretti di italiani furono Francisco Canaro, Agustín Bardi, Roberto Firpo, David Rocatagliatta, Genaro Spósito, Vicente Greco, Julio De Caro, Osvaldo Fresedo,Carlos Di Sarli, Francisco Lomuto, Osvaldo Pugliese, Anibal Troilo, Pascual Contursi, Homero Manzione (Manzi), Enrique Maroni, Enrique Santos Discépolo, Lucio Demare, Juan de Dios Filiberto, Armando J. Taggini, Mario Battistella, Mario Melfi e centinaia e centinaia di altri creatori che forgiarono questa arte singolare del Rio De la Plata chiamato Tango.
Il lavoro di ricerca, che abbraccia l’epoca storica a cavallo tra i secoli XIX e XX, fase di modernizzazione economico sociale dell’Argentina, mette a fuoco una delle immagini più rappresentative del aluvión migratorio, quella appunto dell’ italiano, del tano, come comunemente veniva nominato, attraverso i testi che lo presentano o autorappresentano, per rintracciarne lingua, cultura, rapporto con la nuova realtà, sforzo di conservazione delle proprie radici. L'immigrazione italiana trapiantò nella geografia porteña e argentina la propria cultura mediterranea, i propri valori etnici peninsulari, esercitando nel contempo uno sforzo altrettanto significativo di integrazione. L’immigrato italiano, acriollandose, apprendendo le abitudini della sua nuova terra, elaborò nel tempo un senso di appartenenza alla nuova Patria.
La scrittrice Cesarina Lupati, nel lontano 1910, documentando il suo viaggio a Buenos Aires, a proposito del barrio de la Boca, scrive :
“E’ una cittaduzza che ha, senza saperlo, un nobile compito: quello di dare a noi italiani, a traverso uno spazio di seimila miglia, una visione di cose nostre, di farci sentire che la Patria lontana può essere presente ovunque l’uomo la ricordi e la sappia ricostruire”.
L’indagine compiuta sui testi di tango ha rivelato la fitta e ricorrente presenza di stereotipi, che rappresentavano l’alterità. Molti di essi furono impiegati proprio nei confronti dell’immigrato italiano, a testimoniarne la viva presenza in seno alla società porteña .
L'elemento italiano presente nella musica del tango con strumenti: flauti, chitarre, violini, arpe, fisarmoniche, più tardi bandoneon, prodotti, suonati da italiani, è presente, come già ricordato, nella poesia del tango. Il lunfardo, argot di moltissime letras de tango reca l’impronta inconfondibile della lingua e dei dialetti italiani, la lingua dell’immigrato.
Espressione simbolica forte di una società, emblema di una identità culturale, il tango fin dalle origini reca con sè una forte impronta italiana ed è per questa ragione, probabilmente, ancora oggi la sua musica, la sua danza incontrano proprio in Italia un folto pubblico di appassionati ed una gran proliferazione di luoghi, milonghe dallo stile porteño, una patria artistica, parafrasando Cesarina Lupati, ricreata, ricostruita sul modello di quella lontana.
Nicola De Concilio nato a Settimo Torinese (TO), docente di Lingua, Letteratura italiana e storia nei licei. Maestro di tango argentino e musicalizador (don niko) in Italia ed all’estero, svolge un Dottorato di Ricerca sul tema del rapporto fra tango argentino, musica e testi, ed immigrazione italiana, presso la Universidad Autónoma de Madrid.
Don Niko Tango Dj
Predilige il genere classico, il Tango della Epoca de Oro, ma anche la rivisitazione timbrica e ritmica operata da orchestre contemporanee. Svolge l’attività di musicalizador dal 2006 . Ha gestito milonghe e condotto numerose serate in Torino e Provincia . E’ stato inviato a musicalizzare in diverse città italiane tra cui: Parma, Cremona , Roma e Venezia . Dal 2008 al 2010 ha operato come Dj in Spagna , musicalizzando in diverse milonghe di Madrid. Adotta lo schema classico con tandas e cortine non ballabili. E’ attualmente uno dei Dj dei “Nuovi Venerdì di Tango” dell’Aldobaraldo, il locale storico del tango a Torino.
Email – nicola.deconcilio@alice.it
lunedì 11 luglio 2011
12 Luglio - Parco di Marano ( Parma ) - Dj Don Niko

Per tutti i martedì, al Parco di Marano (a soli 8 Km. da Parma all'indirizzo Str. Traversetolo, 349) la milonga estiva di VogliadiTango.
Dalle ore 21:00 alle ore 22:00 lezioni gratuite per principianti, dalle 22:00 fino alle 2:00 circa Milonga! L'ingresso è a offerta.
Possibilità di cenare presso il ristorante "Al Parco" del Parco di Marano (tel. 0521.643108).
12 Luglio alla consolle Don Niko da Torino !!! Contestualmente alla serata di milonga sarà brevemente presentato il libro
"Tango: testi e contesti".
Per info 340.7385789.
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